Siamo daccapo: manca la fanteriaStampa

Vigili del FuocoCOAUVigili del Fuoco di Campitello - provincia di Trento

Nel 1981, inaugurando la sala operativa del COAU, il Centro Operativo Aereo Unificato della Protezione Civile che aveva lo scopo di coordinare l’azione di tutti i mezzi aerei delle varie amministrazioni pubbliche per l’attività di soccorso e per la lotta contro gli incendi boschivi, il Ministro della Protezione Civile Giuseppe Zamberletti volle precisare, a proposito dell’uso dei mezzi aerei nella attività anti - incendio: “Nessuno si illuda di poter vincere una guerra solo con l’aviazione”.

Zamberletti intendeva sottolineare, proprio nel momento in cui si varava un sistema efficace e coordinato dell’uso dei mezzi aerei, (entrava allora in servizio il primo gruppo di Canadair e di elicotteri CH47), che non si doveva cadere nell’errore di credere di poter risolvere i gravi problemi che allora come oggi si ponevano nell’azione di contrasto agli incendi boschivi, puntando tutte le carte solo sulle tecnologie che lo sviluppo dei mezzi moderni mettevano a disposizione della Protezione Civile.

Allora come oggi, Zamberletti insisteva sulla necessità di una organizzazione generale e capillare di vigili del fuoco volontari mirata ad allineare il nostro paese con molti altri: dagli Stati Uniti d’America a tutti i paesi dell’Europa occidentale e orientale, dove i vigili del fuoco comunali rappresentano l’ossatura principale del sistema di Protezione Civile.

Solo l’Italia affida il soccorso tecnico urgente ad un corpo nazionale – il Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco - formato esclusivamente da professionisti, ricco di professionalità e di meriti, ma le cui dimensioni quantitative necessariamente limitate (30 mila uomini in tutto operanti su tre turni giornalieri) non consentono una distribuzione capillare sul territorio nazionale. Un volontariato organizzato capillarmente affidato ai comuni, con una catena di comando collegata al corpo nazionale dei vigili del fuoco, può rappresentare l’unica risposta capace di fornire tempestive risposte al verificarsi di una emergenza.

Del resto la legge 225 del 1992, prevedendo la costituzione e la partecipazione dei gruppi comunali di protezione civile, presentava una proposta di soluzione del problema che in alcune parti del Paese è stata poi ben sviluppata. I gruppi di volontari antincendio presdenti nei territori montani, ma purtroppo solo in alcune regioni, costituiscono già presidi preziosi per la valutazione dei rischi e per la garanzia di interventi tempestivi, ma li vediamo attualmente in fase di forte demotivazione proprio a causa dell'aumento di importanza che viene assegnato negli ultimi anni quasi esclusivamente ai voli, sottovalutando l'importantssima lotta di terra.

D’altra parte, la sospensione della coscrizione obbligatoria, con la conseguente abolizione del grande concorso quantitativamente rilevante costituito dal "servizio di leva”, pone oggi interrogativi inquietanti a chi è chiamato a pianificare grandi interventi per fronteggiare le emergenze nazionali. Il comunicato del Ministro della Difesa con cui in occasione della emergenza incendi nelle Puglie ed in Calabria si annunciava, paradossalmente senza ironia, l’invio di cinquanta (dicesi 50) militari in Calabria, ha rappresentato la prova più evidente dei rischi che può correre un paese privo di forze. Si insiste spesso per ottenere la predisposizione dei piani comunali, provinciali e regionali . Ma se mancano le truppe in realtà si può fare ben poco.

E non dobbiamo confondere le cifre globali fornite sul volontariato (più di un milione di cittadini partecipanti alle più svariate associazioni) con la realtà viva e operativa di un sistema di volontariato professionalizzato e capillarizzato. Si deve insistere. Le associazioni locali i gruppi comunali rappresentano certamente la base insostituibile per la conduzione di attività di prevenzione che solo un sistema di sentinelle locali può costantemente attivare, rappresentando fra l’altro, queste, degli interlocutori professionalizzati ed estremamente affidabili per i Sindaci e per le altre autorità locali, costituendo infine un efficacissimo strumento di intervento operativo durante le prime ore di cirsi, che poi sono le più importanti al verificarsi di una emergenza.

Lorenzo Alessandrini

 

Tipologia: Editoriale | Pubblicato il 06/08/2007 da Redazione