Rischio disastri, esperti a confronto.Stampa

Foto satellitare del Mar Mediterraneo.

Negli ultimi 28 anni circa 31 milioni e mezzo di persone della regione mediterranea sono stati colpiti da disastri naturali o causati dall'intervento umano, che hanno provocato danni per un totale di 125 miliardi di euro. Di questi 31 milioni, 14 sono stati colpiti dalla siccita', otto da terremoti e otto da alluvioni e tempeste. Sono alcuni dei dati dell'Emergency Event Database, al centro di un seminario di esperti di alto livello della Protezione civile di 14 Paesi del Mediterraneo che si svolge in questi giorni al Cairo, nell'ambito dell'Euro-Mediterranean Programme on Prevention, Preparadness and Response to Natural and Man-made Disasters (PPRD South). Il programma e' finanziato, per il periodo 2009-12, con 5 milioni di euro dalla UE ed e' coordinato da un consorzio guidato dalla Protezione Italiana e formato da Algeria, Egitto, Francia, con l'International Strategy for Disaster Risk Reduction dell'Onu. A parteciparvi anche Albania, Bosnia-Herzegovina, Croazia, Israele, Giordania, Libano, Marocco, Montenegro, Territori palestinesi, Siria, Tunisia e Turchia. E lo scopo del programma e' quello di aumentare la cooperazione istituzionale tra la Ue ed i Paesi mediterranei per prevenire il rischio di disastri ed intervenire con efficacia. I piu' frequenti disatri che colpiscono la regione mediterranea sono terremoti, tsunami, incendi, inquinamento marino e incidenti industriali. Ma un capitolo a parte e' rappresentato dalle inondazioni- provocate da precipitazioni torrenziali ed improvvise su terreni incapaci di assorbirle in breve tempo - come quelle che hanno devastato a meta' gennaio l'Egitto, la Striscia di Gaza, Israele e la Giordania. Solo in Egitto sono morte 12 persone, mentre in centinaia si sono trovati senza tetto, e strade e linee elettriche sono state distrutte. Negli ultimi 20 anni si sono verificati 138 eventi del genere, che hanno causato circa 4.000 morti e provocato danni per tre miliardi di euro. Ad inaugurare oggi il seminario il capo della delegazione Ue in Egitto Marc Franco. La stessa Ue ha lanciato nei giorni scorsi tre progetti di ricerca sull'impatto dei cambiamenti climatici sulle acque e la sicurezza, finanziati con nove milioni di euro nell'ambito del Seventh Framework Programme for Research and Technological Development (FP7),e nel quale sono coinvolte 44 organizzazioni di livello mondiale. Fra i temi al centro dei progetti di ricerca, l'ingresso di acqua marina nelle falde acquifere della costa, gli effetti dei cambiamenti climatici sul bacino del Nilo e i possibili interventi per ridurne l'impatto.

Fonte: ANSAmed.

 

Categoria: Antiterrorismo
Tipologia: Approfondimento | Pubblicato il 12/02/2010 da Redazione