Perché questa volta no Protezione Civile e Croce Rossa?Stampa

Il Sen. Bodega, a proposito degli interventi urgenti che Governo ed enti locali dovrebbero mettere in campo per rispondere alle migrazione dall'Africa del Nord, ha utilizzato un'espressione di buon senso "in certi casi è meglio la pratica che grammatica": Sottoscrivo. Eppure dall'inizio, non dell'emergenza, ma dell'annunciato dramma da parte del Governo di invasioni bibliche, non è seguita nessuna pratica, anche se bastava copiare il passato. La guerra dei Balcani nel 1999 ci impose una emergenza ben maggiore, ma la strumentazione e il coordinamento fra Istituzioni - Governo, Regioni, Volontariato - diede prova di grande efficienza. I mass media si spinsero a "denunciare" un eccesso di mezzi messi in campo. Il fatto è che oltre 25000 persone evacuate dal Kosovo sono stati assistiti e accompagnati nelle loro necessità fino alla conclusione della crisi. Anche i rimpatri forzati degli Albanesi hanno ottenuto risultati ben diversi sul piano delle relazioni internazionali. Protezione Civile e Croce Rossa sono sempre state protagoniste di interventi qualificati, professionali, di grande efficacia e garanti della sicurezza. Non mi spiego come sia stato possibile che la protezione civile mobilitata anche per eventi non propriamente di propria competenza non sia stata mobilitata nell'ultimo mese. Ogni Regione ha la sua Protezione Civile, ben organizzata e che avrebbe potuto agire da subito, evitando allarmismi inutile (voluti?); con tranquillità avrebbe organizzato accoglienza e gestito strutture evitando i tanti teatrini rappresentati a Lampedusa.
Il Diritto Umanitario non è un optional e il nostro Paese ha sottoscritto le Convenzioni Internazionali che lo fondano.
Perfino il Presidente del Consiglio ha pragmaticamente ricordato che un paio di migranti in ognuno degli ottomila comuni d'Italia sarebbero stati invisibili; e che l'accoglienza è un dovere umanitario perché l'Italia è cattolica! Lasciamo perdere i sentimenti suscitati dalla carità perché si tratta di attuare le regole. Anche la Bossi Fini prevede con l'articolo 20 il "permesso transitorio" che consentirebbe ai migranti di non essere clandestini, qualora volessero raggiungere altri Paesi al di fuori dei nostri confini. Sarebbe stato comunque indispensabile un coordinamento preventivo con i partners europei e con gli Stati dell'Alleanza dei Volenterosi per programmare la distribuzione dei profughi che hanno lasciato e lasceranno la Libia e i teatri di guerra. E' drammatico constatare che non si è scelto di applicare le procedure minime del Diritto Internazionale umanitario detto anche - guarda caso! - Diritto dei Conflitti.
La Croce Rossa e la Mezzaluna Rossa sono simboli di umanità, neutralità e indipendenza e sono universalmente riconosciuti, noti soprattutto nelle situazioni di maggiore vulnerabilità. Perciò servirsi della loro competenza e abilità di mediazione crea fiducia e diminuisce le inevitabili tensioni.
Gli Italiani devono sapere che ci sono norme vincolanti, anche per lo stato italiano che impongono di soccorrere i naufraghi ( quanti sono i morti?) e di consentire il diritto di asilo automaticamente, per quei rifugiati che provengono da Paesi che sono in una lista preordinata, sottoscritta dagli Stati riceventi . Per aiutarli a rimanere nei propri territori si sarebbe potuto offrire assistenza ai campi profughi di UNHCR, che ospita centinaia di migliaia di rifugiati ai confini rispettivamente di Egitto e Tunisia.
Anche in Italia la Croce Rossa e la Protezione Civile hanno capacità e autonomia organizzativa e sono esperte in questo settore. E' emerso, invece, con chiarezza che negli assembramenti sulle nostre coste mancavano le più elementari risorse per rispettare la dignità delle persone: acqua, vestiti, servizi igienici e visite mediche, con particolare attenzione ai minori e alle persone che mostravano segni di indebolimento fisico nonostante si trattasse di una popolazione in età giovanile. Aerei, elicotteri e navi più utilmente avrebbero potuto portare tutti i migranti a destinazione in molte strutture, facilmente adattabili, senza allestire tendopoli, e distinguendo i minori dagli adulti, predisponendo servizi loro dedicati ( crocerossine e Save the Children sono specialisti!). In tal modo, lavorando con piccoli gruppi, si può provvedere in minor tempo alla identificazione e a stabilire il seguito delle procedure, sia per i rimpatri (che brutta la parola respingimenti!) o espatri, col titolo di permesso provvisorio, dall'Italia verso le mete desiderate..
Un Governo che avesse semplicemente fatto il suo dovere si sarebbe imposto con dignità sul piano internazionale, non avrebbe fatto bassa propaganda politica e avrebbe dimostrato agli italiani che la sicurezza è garantita dal rispetto dei diritti interni e internazionali.
La propaganda politica - e partitica - non diffondono quella cultura umanitaria che ci appartiene da sempre e renderebbe migliore la società in cui viviamo.

Mariapia Garavaglia

 

Categoria: Emergenza
Tipologia: Approfondimento | Pubblicato il 12/04/2011 da Redazione