Penne Nere padovane in "Alpini di pace"Stampa
Ci sono anche le Penne Nere padovane nella quarta edizione del libro di Giovanni Lugaresi "Alpini di pace" (il Prato editore, euro 15) che si avvale di uno scritto introduttivo di Carlo Sgorlon. Ci sono a pieno titolo, dal momento che nel panorama della solidarietà scarpona, dalla fine della seconda guerra mondiale ad oggi, la sezione Ana di Padova ha anticipato in un certo qual modo i tempi, costituendo un nucleo di Protezione Civile. Come è noto, fu l'allora commissario straordinario governativo per il sisma in Friuli, Zamberletti, ad avere l'idea della Protezione Civile, e la ebbe vedendo come gli alpini in congedo, volontari, lavoravano: con impegno, dedizione, senso dell'organizzazione. Ebbene, all'indomani di quel tremendo e tragico terremoto, l'ANA di Padova, allora presieduta dal generale Dal Fabbro, mise in atto tutte le procedure per arrivare, appunto, alla costituzione di questo nuovo organismo, che poi si diffuse a macchia d'olio in tutta l'associazione nazionale delle Penne Nere: da Pordenone a Verona, da Bergamo a Trento, e via elencando. Nel libro di Lugaresi (edizione "riveduta e ampliata") si parla anche degli impegni più recenti dell'Ana sul "fronte della solidarietà", con le operazioni svolte in Mozambico, Brasile, Venezuela (costruzione di scuole). Diverse pagine sono dedicate inoltre alla "memoria scarpona": la sistemazione di trincee, camminamenti, postazioni sul Monte Palon (zona Grappa) e il Bosco delle Penne Mozze (Cison di Valmarino). Perché per gli Alpini l'operare oggi sul "fronte della solidarietà" non è disgiunto dalla memoria, appunto, dalla storia, da quelli di loro che "sono andati avanti". Insomma, dal libro di Lugaresi emergono gli elementi caratterizzanti le Penne Nere: disponibilità, generosità, affidabilità, gratuità. Infatti, tutto quello che gli iscritti all'Ana fanno per un prossimo bisognoso, lo fanno con grande cuore e senza percepire un centesimo.







