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Parma-L'Aquila: ecco l'università «intelligente»
E' stato inaugurato a Coppito nei giorni scorsi il primo edificio realizzato grazie al protocollo d'intesa firmato a giugno dall'ateneo di Parma e quello de L'Aquila. La palazzina (costata circa 300mila euro), che probabilmente diventerà la nuova sede del Rettorato, è stata donata all’università dalla CogEsi, l’associazione temporanea di impresa formata dalle azienda parmigiane Coge costruzioni generali e Consorzio Esi.Un edificio "intelligente" come lo definiscono un po’ tutti,: è a prova di terremoto, è fatto di materiali riciclabili e soprattutto si alimenta solo con l’energia solare. Non ha un camino da cui sputare fuori anidride carbonica. Riscaldamento d’inverno, aria fresca d’estate, acqua calda, corrente per accendere lampade o per mandare fax: tutto funziona con i pannelli posizionati sul tetto senza bisogno di succhiare altra energia. E tutto ciò è possibile perché le pareti dell'edificio e i tripli vetri delle finestre sono fatti di materiali in grado di fornire un isolamento termico tale da ridurre in modo consistente (oltre il cinquanta per cento) il fabbisogno energetico rispetto ad un edificio tradizionale.Sarà un edificio laboratorio che spingerà l’università dell’Aquila, il vero motore economico della città, verso la stagione della ricostruzione. Le strumentazioni che sono state applicate nella struttura serviranno a verificare il comportamento della palazzina rispetto alle sollecitazioni sismiche e alle prestazioni delle tecnologie utilizzate. «L'edificio - aggiunge Massimo Mion, consigliere delegato di Coge - è l'esempio di un nuovo modo di costruire sia nel pubblico che nel privato: sicuro, ecocompatibile e allo stesso tempo molto confortevole».
La palazzina porterà anche quattrini nelle casse dell’ateneo aquilano: per i prossimi vent’anni l’università incasserà circa 9 mila euro all’anno, erogati dal Gestore servizi energetici quali contributi a chi installa pannelli solari. «Il terremoto è stato la più grande tragedia che potesse abbattersi sull’Aquila - dice il rettore dell’ateneo abruzzese Ferdinando Di Iorio -. Ma adesso dobbiamo ricostruire la città più bella, più sicura e più moderna di prima. E questo edificio è un esempio di come si può guardare al futuro e crescere meglio rispetto al passato».
Fonte : La Gazzetta di Parma







