Le compagnie barracellari: cenni sulle origini storiche e sulla evoluzione normativa.Stampa

stemma dei barracellari.

Le compagnie barracellari: cenni sulle origini storiche e sulla evoluzione normativa.

di Demetrio D’Antimo*

L'evoluzione sociale e la parallela crescente consapevolezza della necessità di proteggere la popolazione civile ha occupato, nella scala delle proprietà di governo, una posizione via via più eminente.
L'odierno sistema di protezione civile e di difesa civile si ispira all'opportunità di far concorrere più protagonisti, ognuno secondo le proprie competenze, nell'ambito di un sistema articolato e coordinato, a vari livelli, che possa utilizzare in maniera ottimale le risorse disponibili nell'affrontare le singole evenienze.
Tra i vari attori cui vengono affidati compiti di protezione civile un cenno particolare meritano le Compagnie barracellari, per la loro origine storica e per la successiva evoluzione che hanno vissuto.
Queste Istituzioni che appaiono nel XVII secolo nella Sardegna spagnola, per alcuni studiosi affondano le loro radici originarie nella Sardegna romano-bizantina ed hanno accompagnato gli eventi storici susseguitesi nell'isola assumendo di volta in volta la fisionomia, la denominazione e le attribuzioni che le circostanze storiche nel tempo richiedevano. La costituzione di milizie destinate alla difesa e all'ordine pubblico, viene attribuita ai longobardi; del resto il termine barracello ( in spagnolo barrachel) deriva da bargello, dal termine tardo latino longobardo bargillus che significa fortificazione, torre e, in senso lato, presidio. Nel medioevo il nome di bargello viene attribuito al comandante militare, solitamente il capitano d'armi incaricato di mantenere l'ordine pubblico. Anche ai nostri giorni il comando della Compagnia barracellare è attribuita ad un Capitano.
Forme embrionali di barracellato sono riconducibili agli ordinamenti agrari dell'epoca giudicale e a quei “ Juratos de Justicia” che svolgevano funzioni di ordine pubblico e di amministrazione della giustizia nel territorio in base alle previsioni della “carta de logu” (codice delle leggi del giudicato d'Arborea).
La Sardegna, terra di frontiera con la decadenza dell'impero romano ed il successivo distacco da Bisanzio, dopo un primo e pressoché inevitabile declino economico e sociale ha dovuto affrontare anche lo scontro con il mondo arabo senza alcun aiuto esterno. La riorganizzazione territoriale ed amministrativa, seguita alla conquistata autonomia, comportò una normazione che individuava i comportamenti leciti e non sia penalmente che civilmente, con particolare riferimento alla sicurezza delle campagne ( in tal senso si veda la “ carta de logu” scritta in lingua lugodorese al fine di consentirne la massima diffusione tra la popolazione).
Parallelamente all'evoluzione economica e sociale anche l'organizzazione ed il funzionamento delle compagnie barracellari hanno subito mutamenti, pur mantenendo inalterata l'originaria vocazione di garanzia e controllo “ delle proprietà affidate alla sua custodia” ( Regio decreto 14.07.1898 n. 403).
Per venire ai nostri giorni, con legge regionale 15 luglio 1988 n. 25, viene conferita una veste giuridica più consona all'attualità e per quello che ci interessa maggiormente in questa sede, con l'inserimento all'articolo 2 II° c. della lett.a) tra i compiti istituzionali della compagnia viene annoverata la collaborazione con le autorità preposte al servizio di protezione civile. Ma non solo. Gli ambiti per i quali le compagnie prestano la propria collaborazione al fine di sorveglianza, comprendono i boschi, le foreste, i pascoli montani, le aree coltivate, i parchi, le aree protette, il patrimonio idrico, la prevenzione e repressione degli incendi.
Alle originarie funzioni di polizia locale, peraltro confermate anche attraverso la norma che subordina l'effettiva immissione in servizio dei componenti le Compagnie all'attribuzione da parte del Prefetto competente per territorio della qualifica di agente di pubblica sicurezza, ai sensi dell'art. 12 del DPR 19 giugno 1979 n. 348, sono state aggiunte funzioni di tutela pubblica. E in effetti se la originaria necessità di difendere la proprietà privata, specie da reati odiosi quali l'abigeato, ha trovato negli organi di polizia una adeguata risposta, la conoscenza del territorio e una capillare presenza (la norma consente l'istituzione di presidi distaccati) rende le Compagnie una preziosa e in qualche modo insostituibile presenza di controllo.
Si tralascia volontariamente dal contesto di queste brevi note l'esame delle competenze relative alla custodia dei beni privati e di tutta l'interessante regolamentazione ad esse relativa.
L'articolo 2 della L.R. 15 luglio 1988, n. 25 tra le funzioni ordinarie delle compagnie elenca:

1. …. omissis...
2) collaborare, su loro richiesta, con le autorità istituzionalmente preposte al servizio di:
a)protezione civile;
b) prevenzione e repressione dell' abigeato;
c) prevenzione e repressione delle infrazione previste dal decreto del Presidente della Repubblica 10 settembre 1982,n. 915,in materia di controllo degli scarichi di rifiuti civili ed industriali;
3) collaborare con gli organi statali e regionali, istituzionalmente preposti alle attività di vigilanza e tutela nell' ambito delle seguenti materie:
- salvaguardia del patrimonio boschivo, forestale,silvopastorale, compresi i pascoli montani e le aree coltivate in genere;
- salvaguardia del patrimonio idrico, con particolare riguardo alla prevenzione dell' inquinamento;
- tutela di parchi, aree vincolate e protette, flora, vegetazione e patrimonio naturale in genere
- caccia e pesca;
-prevenzione e repressione degli incendi;
4) ...omississ...;
2. Le forme di collaborazione con il Corpo forestale e di vigilanza ambientale della Regione sarda vengono stabilite con decreto interassessoriale degli Assessori regionali competenti in materia di polizia locale e difesa dell'ambiente.

La L.R. 25/88 regolamenta inoltre in maniera puntuale la composizione della compagnia, le modalità per la sua costituzione, la contabilità ed amministrazione e tutti gli aspetti organizzativi ed operativi della compagnia.
La mole di funzioni ordinarie attribuite appare quanto mai vasta ed impegnativa; tuttavia l'ambito territoriale è circoscritto, circostanza che rappresenta il punto di forza di queste organizzazioni.
La conoscenza e la diffusione nel territorio consente l'assolvimento di compiti non solo di tutela del patrimonio privato, ma come già accennato, anche di tutela pubblica. Sono in tal senso riconducibili nell'ambito di attività che possiamo definire di protezione civile, anche le previsioni del Decreto interassessoriale del 19 luglio 1989, n. 1029, che prevedono tre le attività ordinarie della compagnia barracellare, che operano normalmente nel territorio comunale, la segnalazione alla stazione forestale e di vigilanza del territorio, di ogni evento ritenuto rilevante e significativo per l'attività istituzionale del Corpo Forestale e di Vigilanza ambientale, la partecipazione a specifiche attività di prevenzione e repressione richieste dal medesimo Corpo.
Altra fondamentale attribuzione riguarda i piani antincendio comunali, comprensoriali o delle comunità montane, che devono stabilire funzioni e compiti specifici demandati alle Compagnie.
Anche il piano regionale antincendi, nonché l'ordinanza antincendi del Presidente della Giunta della Regione Sardegna dovranno richiamare tali funzioni e compiti, che saranno ricondotte al coordinamento dei centri operativi di comparto (COC).
E' interessante notare che le funzioni delle compagnie non consistono solo nella prevenzione ma anche nella repressione. Il Capitano della compagnia può procedere all'accertamento delle violazioni di norme, nelle materie di competenza della Regione Sarda, per le quali sia prevista la sanzione amministrativa del pagamento di una somma di denaro. Infine le compagnie, o meglio i componenti delle compagnie, debbono collaborare con le forze della Polizia di Stato quando ne sia fatta richiesta al Sindaco, per specifiche operazioni, da parte delle autorità; in tali attività gli addetti al servizio barracellare dipendono operativamente dall'autorità che ne ha richiesto l'utilizzazione.
In conclusione di queste brevi note, possiamo affermare che le Compagnie barracellari assurgono al ruolo di protagoniste indiscusse nelle attività di protezione civile nella regione sarda, laddove la conoscenza del territorio è un elemento fondamentale per la riuscita degli interventi, e di modello antesignano di organizzazione a livello locale delle componenti il servizio di protezione civile, di cui i gruppi di intervento comunale di protezione civile sono la più recente evoluzione.

* Tesoriere ISPRO

 

Tipologia: Articolo | Pubblicato il 04/11/2010 da Redazione