La prevenzione dei terremotiStampa
di Andrea Cosentino - Direttore ISPRO
Nelle ultime settimane, la terra ha tremato in diverse località con una certa frequenza. Dopo lo sciame sismico nella zona di Forlì, specialmente il nord Italia è stato ancora interessato da movimenti tellurici di una certa rilevanza. Il giorno 25 luglio alle 14.32 una scossa di terremoto ha colpito Torino ed il Piemonte, ad una profondità di circa 9 km e con magnitudo di 4.3, che è stata nitidamente avvertita dalla popolazione. Si sono registrati solo piccoli danni e nessun ferito. Come succede in questi casi, i centralini dei Vigili del Fuoco sono stati congestionati dalle chiamate. L’evento è stato avvertito anche in Liguria e Val D'Aosta. I comuni più vicini all'epicentro, individuato in Val del Chisone a Villar Perosa, sono stati soprattutto Giaveno e Pinerolo. Alcuni disagi sono stati registrati sulle tratte ferroviarie della zona. Secondo l’INGV, la regione è caratterizzata da sismicità moderata, con frequenti microterremoti, dovuta a un processo di estensione crostale localmente perpendicolare alla catena alpina. Ancora una volta, anche se la gravità dell’evento non è stata tale da procurare danni a persone e cose, non si può non evidenziare come l’Italia sia un Paese caratterizzato da un diffuso rischio sismico, che comprende, oltre che apprezzabili fattori di intensità e pericolosità, soprattutto un dato di vulnerabilità ancora troppo elevato. La nostra debolezza edilizia, legata in parte anche alle caratteristiche dei nostri centri storici, risente tuttavia soprattutto di una ereditata carenza culturale di convivenza con il fenomeno e di assenza di politiche nazionali e locali adeguate sul piano della prevenzione antisimica: una debolezza che solo in parte viene oggi compensata dai più recenti provvedimenti normativi. L’ISPRO avverte fortemente l’esigenza di rafforzare la consapevolezza del rischio nella fase progettuale e costruttiva, nell’uso di sistemi e tecnologie antisismiche sugli edifici e le infrastrutture, e di favorire e potenziare la formazione di base della popolazione sui metodi comportamentali e di reazione nel momento dell’evento calamitoso. Per questo l’istituto sta rafforzando il suo lavoro di studio e ricerca nel campo della comunicazione del rischio, per indagare alcuni importanti temi che fanno parte della previsione e della prevenzione: dall’autoanalisi sulla resilienza della comunità a rischio, alle tecniche di auto protezione della famiglia, alla cultura di vicinato e all’impegno del cittadino nel volontariato di protezione civile. Temi che vanno poi tradotti in attività di comunicazione informazione pubblica finalizzata alla salvaguardia della vita umana, quella propria e quella degli altri.






