In Italia c'è voglia di Vigili del Fuoco VolontariStampa
Il nostro paese è abituato a considerare la forza dei nostri pompieri soprattutto nella sua componente fondamentale posta a baluardo del Servizio Nazionale di protezione civile, vale a dire soprattutto, anche se non esclusivamente, nella sua dimensione di forza d'impatto dello Stato, che all'occorrenza viene dispiegata per fronteggiare i disastri maggiori. Sappiamo bene, altresì, quanto sia stato dififcile fino ad oggi fare dei pompieri anche una forza localmente in grado di garantire puntuali servizi d'istituto in qualsiasi punto del nostro paese, a supporto delle esigenze tipiche delle comunità locali. La scarsa diffusione e disseminazione dei centri operativi dei VV.F., la annosa ristrettezza degli organici, l'incertezza nel prendere una coraggiosa strada di rinnovamento per la componente volontaria, il freno spesso apportato dai sindacati a una decisa svolta sull'argomento, hanno fatto sì che ancora oggi, nel terzo millennio, si combatta talora per l'apertura di un singolo distaccamento nelle zone periferiche del nostro paese, che sono spesso poi quelle più bisognose di interventi di soccorso urgente.
Nel convegno, davvero interessante, si sono avuti contributi importanti da parte di amministratori locali, dal Presidente dell'Associazione del Vigili del Fuoco Volontari Gino Gronchi, che ha segnalato con forza la necessità di dare una svolta al problema della componente volontaria, al Segretario dell'ISPRO Lorenzo Alessandrini, che ha tratteggiato il rapporto ideale tra autonomie locali e risorse e strutture operative locali di protezione civile, per finire con il Comandante dei Vigili del Fuoco di Brescia Ing. Manzella, che con grande competenza ha disegnato nel suo intervento alcune possibilità di sviluppo della componente volontaria dei pompieri. Il tutto si è svolto nel luogo più ideale, Desenzano del Garda, dove da tre anni un bellissimo distaccamento volontario opera con successo nella piena sinergia instauratasi fra il Comando Provinciale e i sindaci della zona, che garantisce risorse e coordinamento al lavoro del distaccamento locale. Un modello da prendere ad esempio, e che sicuramente non smetterà di darci soddisfazioni.
Lorenzo Alessandrini






