Irpinia trent'anni dopo.Stampa

Sono passati 30anni da quella sera del 23 Novembre 1980 in cui il più disastroso terremoto della seconda metà del secolo scorso sconvolgeva con una scossa di magnitudo 6,5 Richter un’area di 17.000 km2 compresa in due regioni del mezzogiorno d’Italia ,la Campania e la Basilicata (e coinvolgendo alcuni comuni pugliesi in provincia di Foggia) causando circa 280.000 sfollati, 8.848 feriti e 2.914 morti.
La dimensione dell’area colpita ( si pensi che l’ultimo terremoto che ha colpito l’Abruzzo ha interessato parzialmente un’area ,quella della provincia de l’Aquila che si estende per 5000 Km2 ) la perifericità rispetto ai centri capaci di inviare ingenti forze di soccorso la mancanza di una moderna ed efficace organizzazione di Protezione Civile hanno crearono tali e tanti problemi nel fronteggiare l’emergenza da indurre la classe politica nazionale e quindi il Governo e il Parlamento a porre mano alla riforma e alla riorganizzazione della Protezione Civile.
Il 23 Novembre in Campania e in Basilicata si ricorderanno i momenti e le fasi di quella devastante catastrofe di 30 anni fa e per quella occasione intendiamo contribuire alla ricostruzione del percorso di quella esperienza pubblicando gli studi e le ricerche più significative sul terremoto che ha preso il nome di “terremoto dell”Irpinia “ in considerazione del punto dell’epicentro situato a Sella di Conza.
Il saggio del dott. Stefano Ventura rappresenta un contributo importante per la conoscenza dei problemi incontrati nell’affrontare l’emergenza e la ricostruzione dopo il terremoto del 23 Novembre del 1980.

 

Tipologia: Articolo | Pubblicato il 06/10/2010 da Redazione