I know my chickensStampa

Immagine di polli

L’influenza aviaria è -come ormai noto- una malattia che colpisce volatili, selvatici o domestici, causandone la morte. Il contagio, tra animale ed animale, avviene tramite contatto con feci o secrezioni respiratorie contaminate. Responsabile della malattia è il virus H5N1, un virus influenzale del tipo A, che si presenta asintomatico negli animali e che di norma non si trasmette agli uomini né tra uomo ed uomo.
Dal 2003, anno in cui è iniziata la diffusione del virus tra i volatili nel sud est asiatico, tuttavia, si sono registrati 63 decessi di persone contagiate proprio dal virus responsabile dell’influenza aviaria, la quale per altro si sta diffondendo, secondo notizie di pochi giorni fa, anche nei paesi della Repubblica Federale Russa ed in Kazakistan, dove già sono stati abbattuti 14mila volatili.
Il rischio è che dal nucleo dell’area cinese il virus si diffonda in modo massiccio attraverso uccelli migratori, possibili portatori di rischio, tuttavia ancora non si sono riscontrati casi di diffusione in Europa del virus grazie alle rigorose misure di controllo poste in essere proprio in Asia ed in Siberia. “Prevenire il virus negli animali e' il modo migliore per prevenire la pandemia", ha detto il capo del servizio veterinario della Fao, Joseph Domenech durante una conferenza stampa tenutasi a Roma lo scorso agosto. Secondo gli esperti della FAO, infatti, è possibile che gli uccelli migratori possano portare il virus nel Mar Caspio e nel Mar Nero. Proprio nei giorni scorsi l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha emesso delle nuove linee guida per limitare il contagio, sulla base di un’ipotesi di diffusione del virus in Europa.
L’allarme, al momento, è solo per le autorità sanitarie dei vari Paesi, il cui compito è quello di mettere in campo ogni tipo di precauzione per contrastare l’eventuale diffusione su larga scala dell’influenza aviaria. Poiché tale virus non infetta comunemente l’uomo, la popolazione è debolmente immune, condizione che è presupposto di una possibile epidemia globale di influenza.
Per limitare la diffusione dell’agente virale è necessario evitare il contatto con gli animali e, nei paesi dove è stato isolato l’H5N1, le zone dove sono allevati o commercializzati. Al momento attuale non sono disponibili vaccini per uso umano, e proprio per questo le case farmaceutiche stanno studiando e preparando in via sperimentale antidoti capaci di inattivare e contrastare il virus, in vista di una possibile vaccinazione di massa di tutta la popolazione a rischio.


Gianandrea Sapio

 

Categoria: Emergenza
Tipologia: Editoriale | Pubblicato il 13/09/2005 da Redazione