Haiti, l'impegno dell'Italia per la popolazione colpita.Stampa
Prosegue l’impegno del Sistema Italia ad Haiti per aiutare la popolazione colpita dal sisma del 12 gennaio, che ha causato la morte di almeno 250 mila persone. Nei giorni scorsi sono rientrati in patria i due esperti dell’ufficio emergenza della direzione generale per la Cooperazione allo sviluppo (Dgcs) della Farnesina che hanno lavorato nel paese caraibico in stretta collaborazione con i tecnici della Protezione civile. A Malpensa, invece, è atterrato l’aereo con primi feriti del terremoto di Haiti, accolti dalla Regione Lombardia. I malati, otto, saranno curati negli ospedali Niguarda di Milano, San Gerardo di Monza e Riuniti di Bergamo. Metà di loro sono bambini (il più piccolo ha tre settimane). “Il loro numero – aveva recentemente affermato il presidente della Regione, Roberto Formigoni -, potrebbe salire però a dieci, in quanto sono arrivate altre richieste”. I feriti di Haiti sono i primi in assoluto a giungere non solo in Italia ma anche in Europa. Presentano patologie gravi che derivano il più delle volte da fratture con complicazioni serissime come anche da ustioni gravi.
Il ministro degli Esteri, Franco Frattini, ha appreso con viva soddisfazione la notizia dell’ arrivo a Malpensa del gruppo di feriti. “Mi fa anche piacere ricordare il contributo efficace che alla meritoria iniziativa della Regione Lombardia è stato fornito dalla Farnesina attraverso la rappresentanza diplomatica a Santo Domingo, il cui personale non sta lesinando sforzi, anche con continue missioni a Port-Au-Prince, per fornire il suo concreto sostegno alle innumerevoli attività umanitarie svolte a beneficio della popolazione haitiana”, ha osservato. Prosegue anche il lavoro dei militari coinvolti nelle operazioni di soccorso. A una settimana dall’arrivo della portaerei Cavour con 900 militari (Esercito, Marina, Aeronautica e Carabinieri), un ponte aereo effettuato con gli elicotteri della Marina italiana e brasiliana con 25 voli in due giorni ha sbarcato gli aiuti umanitari e sanitari. Gli Alpini della Julia, con le loro attrezzature, giunti a Port au Prince, hanno cominciato a rimuovere macerie e al ricostruire alcune infrastrutture dell’ospedale pediatrico San Damian, della fondazione Nph (Nuestro Pequeno Hermanos) - Fondazione Francesca Rava, diretto da Padre Rick Lafaiette.
I fucilieri dell’aria dell’Aeronautica e gli uomini del reggimento San Marco della Marina insieme ai Carabinieri, invece, assicurano la corretta distribuzione degli aiuti delle diverse associazioni Onlus sbarcati dal Cavour e destinati alla popolazione civile, tramite i delegati sul posto delle stesse organizzazioni umanitarie. A bordo della Cavour vengono dissalati e potabilizzati 100 mila litri di acqua al giorno che poi vengono distribuiti alla popolazione. Sono stati consegnati anche dieci quintali di farina al forno dell’ospedale pediatrico per la produzione di pane fresco destinato ai bambini. In coordinamento con i medici che operano nell’ospedale da campo della Protezione civile e con l’ospedale San Damian, sono state ricoverate a bordo tre persone (un sacerdote di 29 anni e due donne), grazie al supporto del team Medevac (Medical evacuation) dell’Aeronautica Militare, che ricevono le cure necessarie dei medici italiani di Nave Cavour. Nel frattempo, il commissario della Croce Rossa italiana (Cri), Francesco Rocca, è in partenza per Haiti per fare un punto della situazione della distribuzione degli aiuti umanitari. A questo proposito, in settimana a Monteral si riuniranno tutte le federazioni nazionali, che effettueranno una valutazione sull’andamento degli aiuti.
Infine, sono arrivati nel paese caraibico tre voli programmati della Protezione civile, che trasportano tende rese disponibili dalle strutture regionali e provinciali del dipartimento, raccolte a seguito della missione compiuta recentemente dal capo dipartimento Guido Bertolaso nel paese caraibico. Le tende verranno montate nei luoghi identificati dall’advanced team, presente ad Haiti dal 14 gennaio. La distribuzione del materiale avverrà in stretto raccordo con le Organizzazioni non governative italiane, le autorità locali e gli altri soggetti che partecipano alle operazioni di emergenza. L’Italia, infine, sta lavorando anche sul versante diplomatico per aiutare la popolazione di Haiti. I membri del G7, infatti - di cui fa parte anche il nostro paese -, si sono impegnati a lavorare per ridurre o cancellare il debito del paese caraibico. Lo ha annunciato il ministro delle Finanze canadese, Jim Flaherty, durante la conferenza stampa conclusiva del G7. “Il debito di Haiti non deve rappresentare un'ulteriore barriera alla ripresa del Paese - ha spiegato Flaherty -. Dovrà essere condonato a livello multilaterale e ci impegneremo per farlo tagliare il prima possibile. A questo proposito lavoreremo con le istituzioni internazionali”.
“C’è un’ampia sinergia tra tutti gli attori italiani in campo”, ha confermato Luigi d’Angelo, team leader della Protezione civile ad Haiti e responsabile sul “terreno” degli sforzi del Sistema Italia. “Il nostro paese – ha spiegato il tecnico – sta rispondendo all’emergenza su diversi aspetti. Da un lato è stato istituito un posto medico avanzato all’interno dell’edificio che ospitava l’ospedale pediatrico estiamo distribuendo alle Ong italiane che operano sul posto le tende arrivate nei giorni scorsi. Poi c’è l’impegno della portaerei Cavour su due filoni: il primo è quello sanitario, con l’ospedale a bordo che svolge attività chirurgiche e la camera iperbarica. Il lavoro delle due strutture avviene in stretto coordinamento con l’ospedale da campo e si riesce a trattare sulla nave anche 5 pazienti al giorno. Solo oggi – ha sottolineato il responsabile -, ci sarà il trasferimento di un paziente con un arto amputato che dovrà usare la camera iperbarica e di una bambina con un coma cranico a seguito di un trauma”.
“L’impegno delle forze armate – ha proseguito d’Angelo -, prosegue anche con le 200 persone del battaglione genio presenti ad Haiti. La loro base operativa si trova sulla via per l’aeroporto, vicino all’ospedale da campo. I militari sono al lavoro con decine di mezzi per riaprire le strade e sgombrare le macerie. L’attività – ha spiegato il tecnico -, viene svolta di concerto con il ministero del Turismo haitiano, che ha identificato l’area dove portare le macerie”. Questo compito, peraltro, è portato avanti prevalentemente dall’Italia. “Nei prossimi giorni - ha aggiunto d’Angelo -, partirà per il paese caraibico un cargo con medicinali di circa 20 tonnellate, a servizio dell’ospedale da campo ma non solo, valuteremo le esigenze e si deciderà se e quando inviare altri aiuti”. Anche i rapporti con le Nazioni Unite, che coordinano gli aiuti internazionali (il segretario generale dell’Onu ha nominato l’ex presidente Usa, Bill Clinton, quale responsabile) sono ottimi. “Partecipiamo a tutte le riunioni di coordinamento – ha concluso Luigi d’Angelo – e sanno esattamente cosa facciamo”.
Fonte: Il Velino







