GARAVAGLIA: DOVE VA LA PROTEZIONE CIVILE? Stampa
''Perche' non e' stata affidata proprio alla Protezione civile e alla sua esperienza la gestione degli immigrati in particolare a Lampedusa?''. Lo ha chiesto la senatrice Mariapia Garavaglia, vice presidente dell'ISPRO, in una nota diffusa dalle agenzie. ''Siamo o no di fronte a un'emergenza enorme come denunciato piu' volte da membri del governo, addirittura in anticipo rispetto agli eventi? - ha proseguito la senatrice- "Sono sicura che il coinvolgimento solo parziale di questa struttura sia principalmente dovuta all'improvvisazione governativa. Tuttavia, da ora, sarebbe bene che essa venga coinvolta pienamente. In caso contrario, qualcuno potrebbe pensare che il governo non abbia veramente interesse a risolvere questa emergenza''. La riflessione incisiva e offerta senza reticenze dal nostro vice presidente all'attenzione del mondo della protezione civile, dà indubbiamente voce a una domanda che si sta sempre più diffondendo fra gli operatori di tutto il servizio nazionale: perché in questi ultimi tempi la protezione civile è stata tenuta ai margini di iniziative che erano tra le più classiche performances del Dipartimento nazionale? Perché abbiamo dovuto osservare in televisione i vigili del fuoco montare le tendopoli, facendo un lavoro che certo non si addice loro (tanto che alla fine il risultato è che siamo in ritardo nell'allestimento) ? Perché la nave della protezione civile - la San Marco- è uscita ad effettuare operazioni di salvataggio e il Dipartimento non era presente? Perché l'operazione umanitaria sulla costa africana è stata condotta dalla Farnesina e dal Ministero della difesa e non dal Dipartimento? Perché in Giappone abbiamo incaricato l'ambasciatore di recuperare i nostri connazionali bloccati, con i risultati a tutti noti osservati inTV? Dove è finito il coordinamento della Presidenza? E perché il Presidente Berlusconi proprio stamani ha ammesso di aver preso reale cognizione della consistenza del problema a Lampedusa solo ieri sera riunendo i ministri interessati? La riflessione a voce alta della senatrice non appare peregrina, poiché da più parti il mondo della protezione civile si sta interrogando, ormai da settimane, sul perché di questa "messa in sonno", e su dove sta andando a questo punto la protezione civile. Già all'orizzonte si stanno addensando nubi di sospetto su presunte intenzioni di rivalsa del Ministero dell'Interno su un patrimonio che appartiene prima di tutto agli operatori, ai volontari e agli enti locali. Dall'ISPRO chiediamo attenzione, vigilanza e senso comune. Il mondo degli operatori guarda preoccupato all'evoluzione della situazione, e chiede chiarezza. I sindaci, i volontari ci guardano e si interrogano perplessi, aspettando una risposta coerente ed esaustiva. Dove si vuole arrivare? Cosa ha significato il decreto milleproroghe, con il gravame finanziario delle calamità posto sulle spalle malferme delle regioni e degli enti locali? Occorre riflettere con attenzione. Per questo, anche ISPRO annuncia una propria posizione, che verrà resa nota nei prossimi giorni anche in ordine alle più recenti indicazioni che provengono dal mondo politico, sindacale e delle strutture operative. Come al solito, nei momenti di difficoltà, si fanno avanti, puntuali, più o meno credibili proposte di riforma, che sembrano spesso mirare più a valorizzare nuovi e diversi livelli di potere che a rendere un più efficace servizio ai cittadini. Vecchie ruggini e antichi antagonismi nemmeno più sportivi, ma solo preoccupanti, che ogni tanto tornano a galla. Ancora da qualche parte non ci si dà pace che in Italia si sia costruita una cosa bella: in fondo è un problema che abbiamo affrontato per trent'anni e che la vicenda di Lampedusa si limita a confermare: non basta mettere a lavorare assieme tre ministri per affrontare una grande emergenza in modo interdisciplinare. Occorre un coordinamento super partes, che solo la Presidenza del Consiglio, storicamente, ha dimostrato di poter assicurare. E non saranno le polemiche sulle cricche a farci cambiare idea e a far mollare la presa a milioni di italiani ancora attaccati alla "loro" protezione civile.






