FOCUS/TERREMOTO '80: ZAMBERLETTI, PREVENZIONE E' OPTIONAL .Stampa
di Matteo Guidelli
Fonte ANSA
’Abbiamo messo in piedi un sistema di protezione civile che funziona e che e’ diventato un modello che ci viene invidiato in tutto il mondo, abbiamo sviluppato benissimo la parte relativa all’emergenza e al primo soccorso - dice non a caso - Ma quanto alla diffusione di una vera cultura di prevenzione, siamo ancora molto lontani’. Commissario straordinario per il terremoto del Friuli nel 1976, commissario in Campania e Basilicata nel 1980 e ministro della Protezione Civile per cinque legislature (due aguida Spadolini, due a guida Craxi e una a guida Fanfani in cui fu anche ministro dei Lavori Pubblici), Zamberletti ricorda tutto di quei giorni. La chiamata del governo e il viaggio ’con mezzi di fortuna’ dal Veneto all’Irpinia; le grida di dolore della gente che dopo48 ore non aveva ancora visto nessun soccorritore; l’ira delpresidente della Repubblica Sandro Pertini che arrivo’ sui luoghi del disastro prima dello stesso Zamberletti; l’assoluta mancanza di coordinamento tra i soccorritori; comandanti di
Esercito, vigili del fuoco e altri corpi dello Stato che non si erano mai visti prima e non sapevano cosa fare. Un caos, ammette Zamberletti, ’che si puo’ riassumere con la frase che Giorgio Almirante disse in Aula rivolgendosi al governo: ’Dio vi perdoni le prime 48 dell’emergenza’.’ Ma ’l’errore’, per l’ex ministro, fu a monte: ’non aver creato, dopo il sisma del Friuli di quattro anni prima un sistema organico e permanente che ci consentisse di far scattare in tempo la macchina dei soccorsi’. Cosa che invece fu fatta subito dopo.
’Dopo l’Irpinia - sottolinea - la classe politica si rese conto che era necessario produrre una nuova normativa che definisse il sistema e lo rendesse piu’ funzionale, tanto e’ vero che si decise di portare le competenze sotto la Presidenza del Consiglio’. Da quel giorno tanta strada e’ stata fatta, ma non abbastanza. ’Bisogna fare prevenzione - ripete - Si continua a sostenere che c’e’ bisogno di fondi, ed e’ vero, ma bisogna anche saperli utilizzare. Per questo occorre che si diffonda una vera cultura di prevenzione a livello locale, sono i comuni i primi attori della Protezione Civile, mentre il compito dello Stato e’ quello di stimolare e vigilare, altrimenti si deresponsabilizzano le comunita’ locali’. Dunque l’unico obiettivo deve essere ’far crescere questa cultura sul territorio’. ’Sono i comuni - dice ancora Zamberletti - gli unici in grado di monitorare, controllare, intervenire per primi’.
Zamberletti cita anche un episodio, che e’ emblematico di quanto l’Italia sia indietro sotto questo punto di vista. Risale a 25 anni fa, ma da allora, assicura, poco e’ cambiato: ’nel 1984, dopo un terremoto in Abruzzo che non fece vittime e dunque nessuno lo ricorda, indrodussi una norma per la ricostruzione degli edifici danneggiati che garantiva mutui a tasso zero per chi avesse fatto degli interventi per ridurre la vulnerabilita’ di case e palazzi utilizzando le tecniche antisimiche. Non c’e’ stato un cittadino che ha utilizzato questa norma, nessuno che chiedesse di accedere a quei mutui’.(ANSA).






