Conza premia Zamberletti.Stampa
Uno splendido arcobaleno ha lambito il cielo di Conza. Quell’arco perfetto, dai colori intensi ha accolto coloro che uscivano dal municipio, dove s'è tenuta la manifestazione in ricordo del terremoto del 23 novembre dell’80. Impossibile non ammirarlo, veniva voglia di restare a guardarlo. Se il cielo davvero dà dei segni, di sicuro poteva essere interpretato come una sorta di approvazione.
Il comune con il maggior numero di morti. Conza è stato in proporzione al numero degli abitanti il comune che quel 23 novembre ebbe il maggior numero di morti: 185, 2 su 3 nel centro abitato. Ma la vecchia Conza non c’è più, è lassù sulla collina, adagiata su sui ruderi, la vita adesso è giù a valle, unico esempio di delocalizzazione della ricostruzione post sisma in Irpinia, oggi sarebbe definita una New Town.
La manifestazione che si è svolta in quel di Conza è stata priva di ogni retorica, nessuna passerella politico – istituzionale ma grande coinvolgimento emotivo. Hanno prevalso ricordi e sentimenti.
Tra gli spettatori gli alunni delle scuole medie, Zamberletti, il procuratore Antonio Guerriero, Rosanna Repole, il sindaco del periodo del terremoto Felice Imbriani ed il sindaco di oggi Vito Farese. L’amministrazione di Conza ha avuto l’idea di far riprodurre la medaglia d’oro al valore civile che fu donata agli amministratori dei comune del cratere dal presidente della Repubblica Ciampi. La medaglia è stata consegnata a Zamberletti, al sindaco Imbriani, al procuratore Guerriero e al sindaco di Bari Emiliano.
I ricordi affollano la mente di Zamberletti “Proprio a Conza abbiamo inaugurato la prima scuola nei prefabbricati. I bambini di allora , 40 enni di oggi, si misero a cantare, fu un momento di grande commozione ed allora capimmo che ce la potevamo fare, forse prima lo dicevamo ma non ci credevamo neppure”. Quanto sia viva l’esperienza di quei giorni e di quei mesi lo si intuisce dal fatto che l’ex sindaco Imbriani si rivolge ancora a Zamberletti, a distanza di 30 anni, chiamandolo “commissario”, “Lui sarà sempre il nostro commissario”.
Era presente, tra gli altri, un volontario speciale: Emiliano, sindaco di Bari, magistrato, nell’80 era un ventenne universitario “Arrivai a Conza – racconta - con altri compagni di università, è come se in quei giorni fosse partito un ordine generale di solidarietà. Non c’erano ancora i cattivi maestri di oggi. Eravamo giovani, inesperti, qualche volta siete stati voi a soccorrere noi. Io guidavo un camion che aveva messo a disposizione la Fiat, andavo nella fabbrica della Superga di Bari e caricavo centinaia di paia di stivali di gomma, le calzature più adatte al fango ed alle macerie, e poi trasportavo il carico a Conza in un grande campo allestito per organizzare i soccorsi e smistare generi di prima necessità. Oggi facendo un giro per l’Irpinia ha visto tanti paesi ben ricostruiti, strade pulite, ordine, si vede che c’è un controllo efficace delle forze dell’Ordine. E’ questo il Sud che l’Italia deve imparare a conoscere. Il mio nell’80 è stato solo un piccolo gesto di solidarietà, oggi, sono un sindaco del Sud che come il compianto Angelo Vassallo si batte per la legalità e la qualità della vita dei nostri territori”.
Fonte: Ottopagine
di Paola De Stasio






